Cambiamento di mentalità nella gestione del territorio

……si, si potrebbe proprio definire un cambiamento di mentalità, oppure un salto evolutivo verso una gestione del territorio “differente” e forse più cosciente. Dico forse perché non si possono conoscere da ora gli effetti negati che potrebbero arrivare da questo nuovo cambiamento di coltivazione dei terreni. Certo oggi il risultato è evidente. La gente non brucia più la foresta per la ricerca di nuovi spazi ma si ingegna a migliorare le proprie parcelle di coltura. Quello che avverrà in seguito è un po un mistero anche se l’esempio lo abbiamo davanti ai nostri occhi e lo stiamo toccando con mano da diversi anni. Ossia un aumento dell’utilizzo dei prodotti chimici per il miglioramento della fertilità del suolo e il controllo degli insetti nocivi con i relativi inconvenienti per l’acqua, l’aria e la salute. Cosa che oggi non esiste in Madagascar ed in particolare a Vohidahy per una popolazione povera che non si può permettere l’acquisto di tali prodotti.

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Metodo tradizionale di lavorazione dei terreni

La foto qui a fianco mostra il metodo tradizionale di lavorazione dei terreni di coltura. La vegetazione sovrastante viene tagliata e bruciata e all’arrivo delle piogge vengono piantati i semi di riso pluviale oppure di mais e fagioli. Ai bordi viene fatta la linea tagliafuoco per impedire che il fuoco intacchi la vegetazione circostante. Tale tecnica tradizionale non richiede un grosso impegno lavorativo ma i problemi principali sono l’erosione che subisce il terreno e gli scarsi risultati produttivi. Il propietario del terreno deve fare una richiesta scritta al presidente del VOI e pagare 80 centesimi di euro per ottenere il premesso per bruciare e lavorare tale terra.

Qui di seguito alcuni esempi del metodo moderno di lavorazione del terreno : il versante viene modellato a terrazzi con relativi canali di scolo per contrastare il fenomeno erosivo. Il terreno viene prima incendiato e poi lavorato (aratura manuale). Inizialmente i terrazzi formati presentano ancora pendenze notevoli ma l’obbiettivo con il tempo è di creare dei terrazzi orizzontali che si possono utilizzare per formare nuove risaie. Normalmente non si dovrebbero incendiare questi terreni modellati a terrazzi ma la gente locale è talmente legata all’utilizzo del fuoco che è difficile convincerli a fare in altro modo. Con il tempo l’obbiettivo è quello di abbandonare l’utilizzo del fuoco ed apportare concimi naturali al terreno. Il progetto dighette e terrazzamenti fornisce il pranzo giornaliero ai membri di ciascun gruppo che lavorano a turno il terreno di ciascuno.

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La foto qui in basso mostra la mescolanza della tecnica tradizionale (in alto) con quella moderna (in basso a destra). Ciscun membro del gruppo ha a disposizione la forza lavorativa del gruppo per una sola giornata lavorativa. Il resto del terreno che non viene modellato a terrazzo viene lasciato oppure è il singolo membro insieme alla sua famiglia che continua i lavori di modellazione.P1020218

In certi casi la sistemazione dei terreni può portare alla formazione di nuovi terrazzi da utilizzare come risaie. Questo è possibile se vi arriva l’acqua, se la pendenza del suolo non è molto accentuata oppure se è da parecchi anni che si sta modellando tale terreno.P1100678

Osservando il paesaggio circostante ai terreni lavorati si nota che la tecnica proposta dal progetto di Tsiryparma è una tecnica del tutto innovativa in quanto fino ad oggi la popolazione locale era abituata a cercare nuovi terreni di coltura bruciando la foresta naturale mentre ora si preoccupa di sistemare i terreni che ha a disposizione non potendo più ottenerne nuovi bruciando la foresta.P1020231

E’ questo il risultato più evidente del nuovo cambiamento colturale e per questo la gente di Vohidahy e  Tsiryparma vogliono ringraziare l’Associazione Dimanoinmano che contribuisce finanziariamente a questo progetto per la creazione di nuovi terrazzamenti associato alla realizzazione di dighette in cemento che vi porteranno l’acqua per trasformare i terrazzamenti in risaie. Sono attualmente 7 le associazioni di contadini che si impegnano in questo cambiamento colturale. Ogni associazione è composta da circa 10 membri e l’obbiettivo per questo anno 2014 è di creare all’incirca 70 nuovi terreni di coltura terrazzati di dimensione di circa 3-4 are l’uno (300-400 metri quadrati). In collaborazione con l’organismo FRDA (Fondo Nazionale per lo Sviluppo Agricolo) si appoggeranno parte di questi contadini fornendogli semente di riso pluviale da piantare sui terrazzi neoformati.