Il vivaio di Vohidahy

Tra le piante autoctone di foresta Dalbergia monticola (palissandro) si riproduce abbastanza bene in vivaio.

Altre piante facili da riprodurre sono Sahandramy (Protorhus sp), Jabo (Mammea sp.), Rotra (Eugenia sp.), Ramy (Canarium sp.), Mahanoro (Streblus dimepate) Ambora (Tambourissa sp.) e Tavolo (Cryptocarya sp.), mentre Varonghy (Ocotea sp.), Nato (Faucherea sp.), Rahieka (Chrysophyllum boivinianum), Jijy (Calophyllum sp.) e Vanana (Sloanea rhodantha).

Tra le piante da frutto sono state prodotti aranci, mandarini, pompelmi, caffé, papaie,  nespoli, kaky, avocadi, manga e peschi.

Infine sono state prodotte piante aromatiche per produrre oli essenziali : Ravintsara (Cinnamomum canphora) e piante ad uso alimentare come Anan’ambo (Morenga oleifera).

Le piantine prodotte solitamente vengono piantate nei mesi di pioggia compresi tra dicembre e marzo. Le piantine sono state trapiantate sia in rimboschimenti lontano dalla foresta, lungo la valle di Vohidahy, su terreni di privati. Oppure in arricchimenti forestali in aperture all’interno della foresta.

Dopo 5 anni di esperienza, è confermato il fatto che fare crescere piante autoctone di foresta su ex coltivi lontano dalla foresta spesso può portare ad insuccessi se le piantine non vengono gestite con cura. Tra tutte Dalbergia monticola è quella che ha maggiore resistenza  e soppravvive meglio ma è necessario aggiungere parecchia sabbia all’interno del buco in cui è piantata la giovane piantina.

Per questo 2013 l’obbiettivo è quello di riprodurre insieme a specie autoctone di foresta e piante da frutto, anche specie ad accrescimento rapido che crescono meglio sui coltivi lontano dalla foresta. Tra queste aceri, frassini, eucalipti e Podocarpus sp.. L’obbiettivo è appunto di favorire dei rimboschimenti vicino alle abitazioni in modo da impedire alle persone di raggiungere la foresta, a diverse ore di marcia, per procurarsi legna da ardere e da costruzione.